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Il comune di Casaleggio Novara appartiene a: Regione Piemonte - Provincia di Novara

Storia

Il "casaliglo" di Maginardo

Casaleggio deriva il suo nome da casaligluin o casaliglo, piccolo casale; così è menzionata in un documento del giugno 841 quale dimora di un funzionario pubblico di nome Maginardo, "vicecomes plutnbiense ex genere francorum".
Casaleggio è oggi un paese prettamente agricolo e sicuramente deriva tale sua vocazione produttiva dall'opera di riorganizzazione fondiaria impostata sul territorio dai romani, in sostituzione di quella di pura sussistenza dei preesistenti gallo-liguri. Il suo toponimo infatti fa pensare che facesse parte dei numerosi fundus casalis rurali creati al tempo della tarda romanità e successivamente gestiti dagli arimanni.
Delle sue passate vicende storiche rimane a testimonianza un'alta Torre, quasi sicuramente di avvistamento, che sorge tra Novara e la Sesia, in una zona piatta che consentiva di tenere sotto osservazione un ampio territorio fra le colline moreniche novaresi e il Vercellese.
Addossato alla torre è probabile esistesse anche un recinto per la raccolta e la difesa dei prodotti agricoli, una specie di ricetto, come sembrano indicare alcuni resti di muratura sul lato ovest del complesso.
Gli storici sono dubbiosi sull'epoca di costruzione della torre, ma l'ipotesi più accreditata la fa risalire attorno al XIII secolo.
A Casaliglo si ha notizia di un castello, ora scomparso, che nell'aprile 1075 era abitato da Ermengarda, vedova di Unfredo de vico Sancto Perro, proprietaria anche del castello di Mortara.
Il paese venne assoggettato a Novara con il trattato di pace di Casalino del 1194 fra vercellesi e novaresi, situazione che perdurò con il dominio visconteo fino alla metà del XV secolo.
Nella sua storia Casaleggio subì due dolorose devastazioni: nel 1358 venne dato alle fiamme dalle milizie viscontee in lotta con il marchese del Monferrato e di nuovo nell'anno 1636 venne saccheggiato a opera dei francesi e degli imperiali nel corso delle guerre sempre con i nobili del Monferrato.
A partire dalla seconda metà del Quattrocento il territorio veniva infeudato ai Crotti proclamandolo "terra separata" dalla giurisdizione novarese.
I diritti feudali sul paese vennero venduti nell'ottobre 1596 ai Caccia da Mandello, ai quali rimase fino al 1666 quando, per mancanza di eredi maschi, la camera ducale mise all'asta i diritti che vennero acquistati dai Della Scala.